Cristiani di Tunisi: un invito a tornare all’essenza della fede - Marialaura Conte

teologiacristiana.pngsconosciuto ha scritto:

Tunisi - Alla vigilia del suo primo Natale a Tunisi, Mons. Ilario Antoniazzi, entrato come nuovo arcivescovo la scorsa primavera, misura tutta la differenza tra come si vive l’Avvento qui rispetto a Rama in Galilea, dove ha trascorso vent’anni...

«Il mio primo Natale a Tunisi mi sta insegnando molto. L’assenza di luminarie e di segni evidenti dei preparativi della festa mi colpisce in modo particolare, perché nella mia vecchia parrocchia c’era quasi una gara a chi esponeva le luci più belle e vistose. Ma proprio questa sorta di nostalgia mi costringe a un ritorno all’essenziale. Mi invita a sbarazzarmi di tutto ciò che è secondario, per lasciarmi condurre al significato essenziale del Natale: Gesù che viene. Quel Gesù che proprio là dove non mancano luminarie e decori di ogni genere, come nel ricco Occidente, quasi non si nomina più. Ecco: a Tunisi siamo aiutati a riandare all’essenziale».

In questi primi mesi cosa l’ha colpita di più della vita della comunità cristiana locale?

Visito continuamente le parrocchie e le comunità più piccole presenti in tutto il territorio e posso constatare la ricchezza e la fatica della vita quotidiana. Non è tanto il fatto che il 99 % dei cristiani siano stranieri che rende la vicenda complessa, quanto la loro provvisorietà. Restano per un periodo, poi partono. Quindi spesso si avvia un cammino, che è destinato a fermarsi dopo un po’, per poi ripartire. D’altra parte è anche una grande ricchezza: ascoltare un coro di venti persone di tredici nazionalità diverse è un’espressione vivace dell’universalità della Chiesa, che non guarda al colore della pelle né al passaporto. Ma quando ti accorgi che qualcuno è partito quasi senza avvisare, cogli tutto il senso della provvisorietà. È una provocazione continua a rimettersi in gioco ogni volta. Contando anche sulle presenze costanti che sono soprattutto quelle di alcune mogli europee, cristiane, di tunisini. Quando il marito lascia loro una certa libertà di frequentare la parrocchia, sono un grande dono per la Chiesa: spesso sono catechiste o aiutano la vita delle nostre comunità in vario modo. Spesso hanno una spina nel cuore per il fatto che si trovano ad educare alla fede e ad accompagnare ai sacramenti i figli altrui, mentre non possono farlo con i propri figli, che per volere del padre devono essere educati musulmani.

Come definirebbe dunque la Chiesa tunisina?

Anche definirla è difficile: perché è in Africa, ma non condivide le stesse problematiche delle Chiese africane; parla arabo, ma è lontanissima dall’esperienza mediorientale. Ha un profilo singolare, che chiede di essere conosciuto e amato, ricco di complessità dalle quali anche i cristiani della vecchia Europa possono imparare. In primis il costante invito alla scoperta dell’essenza della fede.

Come guarda alla situazione sociale e politica del Paese?

Percepiamo la grande tensione che segna il Paese. Più che per la situazione attuale, appena uscita da una certa stagnazione, temiamo per quello che potrebbe accadere. Soprattutto che si crei un vuoto politico, che solo Dio sa chi potrà riempire. Ci sono stati arresti di gruppi salafiti, sono state trovate delle armi, siamo come in una pentola bollente, che potrebbe scoppiare. Gruppi di salafiti sono andati a combattere in Siria e quando tornano importano l’esperienza della guerriglia, sono pronti a tutto, fino a farsi martiri per la guerra santa nel nome di Dio. Ciò che mi tranquillizza è che il popolo tunisino ama la pace, è un popolo colto, aperto. Ci sono state fatte varie garanzie e promesse dalle istituzioni statali, dallo stesso presidente, ma non è cambiato nulla dopo la rivoluzione. Resta vigente il Modus Vivendi che risale al 1964 e di fatto impedisce alla Chiesa di possedere alcunché. Se una congregazione di religiose, per esempio, per mancanza di vocazioni deve abbandonare una delle sue opere qui, non può per legge lasciarla alla diocesi, diviene un bene dello Stato. Da anni chiediamo che ci restituiscano alcune delle chiese confiscate dopo l’indipendenza, ma senza successo. Io spero che queste doglie del parto che vive il Paese possano portare a una vita nuova, senza una sofferenza troppo profonda per il suo popolo.



Pubblicato Lunedi 13 Gennaio 2014 - 06:55 (letto 1956 volte)
Comment Commenti? Print Stampa



Le ultime notizie relative a questo argomento

Read Quando don Maggioni ci diceva: L'universalità è nel Dna del cristiano - Bruno Maggioni (31/10/2020 - 06:48) letto 60 volte
Read Papa: le donne debbono contare di più nella Chiesa, anche quando si prendono decisioni - AsiaNews (03/10/2020 - 07:03) letto 102 volte
Read Fratelli tutti: l'Enciclica che manda in soffitta lo scontro di civiltà - Giulio Boldrin (11/09/2020 - 06:54) letto 133 volte
Read Se non cambia con la vita, la liturgia diventa un teatrino - Marinella Perroni (23/04/2020 - 07:06) letto 425 volte
Read Per fondare e nutrire l'identità cristiana - Romano Penna (28/01/2020 - 06:54) letto 594 volte
Read Una giornata per imparare a leggere la Bibbia - Filippo Rizzi (27/01/2020 - 06:58) letto 595 volte
Read Il Papa: impariamo ad essere più ospitali, tra cristiani e tra diverse confessioni - Salvatore Cernuzio (27/01/2020 - 06:57) letto 622 volte
Read Chiesa cattolica e musulmani in Italia. Esperienze e prospettive - Andrea Pacini (14/12/2018 - 07:39) letto 1488 volte
Read Papa Francesco: la teologia si fa «in ginocchio», non dimenticando il fiuto della fede - Redazione Avvenire (01/01/2018 - 07:37) letto 1977 volte
Read Morto padre Maurice Borrmans, uomo del dialogo - Lorenzo Fazzini (30/12/2017 - 17:36) letto 1940 volte
Read I "cristiani del campanile" e quelli del vangelo - Enzo Bianchi (29/12/2017 - 07:05) letto 2088 volte
Read Bardonecchia. Cattolici e protestanti insieme per i profughi a piedi sulle Alpi - Nello Scavo (28/12/2017 - 07:06) letto 1961 volte
Read Un papa venuto a capovolgere il capovolto - Riccardo Cristiano (26/12/2017 - 06:37) letto 1958 volte
Read Il Papa: "Per i migranti non solo buone leggi ma vicinanza umana" - Salvatore Cernuzio (10/12/2017 - 08:58) letto 1997 volte
Read Papa Francesco: «Chiedo perdono ai Rohingya, oggi Dio si chiama anche così» - Mimmo Muolo (02/12/2017 - 06:50) letto 1903 volte
Read Il Primate cattolico polacco: «Sospenderà a divinis i preti anti-immigrati» - Redazione Famiglia Cristiana (21/10/2017 - 07:18) letto 1849 volte
Read Polonia, il muro spirituale contro l'islam non piace al Papa - Alberto Bobbio (13/10/2017 - 07:03) letto 1835 volte
Read "I migranti? Dei cani". Tra i cattolici tradizionalisti che contestano il Papa - Redazione Piazzapulita (11/10/2017 - 06:54) letto 2018 volte
Read Migranti, papa Francesco critica i cattolici razzisti - Alberto Bobbio (25/09/2017 - 06:30) letto 2104 volte
Read Bergoglio cambia la dottrina della chiesa sulla guerra - Pierre Haski (11/09/2017 - 07:10) letto 2046 volte
Read Papa Francesco: "importante che cattolici ed ebrei affermino che le religioni non devono utilizzare guerra e coercizione" - Agensir.it (02/09/2017 - 07:42) letto 1914 volte
Read C'è una tendenza fondamentalista molto pericolosa in tempi in cui la religione è usata come strumento di violenza. Anche in America Latina - Alver Metalli (31/08/2017 - 13:46) letto 1833 volte
Read Papa, prego per Rohingya perseguitati - Ansa.it (30/08/2017 - 06:56) letto 1859 volte
Read I fedeli applaudono il loro prete e urlano: "Fuori i fascisti" - Pino Pignatta (29/08/2017 - 07:36) letto 2277 volte
Read In Barcellona Raimondo Lullo è antidoto al terrorismo - Redazione Assisiofm.it (28/08/2017 - 07:20) letto 1810 volte
Read Il Papa: «Che tristezza quei cattolici che si sentono perfetti e disprezzano gli altri» - Antonio Sanfrancesco (14/08/2017 - 17:59) letto 1931 volte
Read Il decalogo del dialogo di Brunetto Salvarani - Pietro Piro (09/07/2017 - 06:54) letto 1655 volte
Read Bergoglio chiude l'epoca di Ratisbona e apre quella del "popolo" - Riccardo Cristiano (30/04/2017 - 06:33) letto 2019 volte
Read Papa agli egiziani: "Vengo come messaggero di pace" - Redazione Zenit.it (28/04/2017 - 07:52) letto 1808 volte
Read Strage copti in Egitto, vedova perdona gli assassini, la reazione del giornalista musulmano - Clara Latosti (26/04/2017 - 06:59) letto 2102 volte
Read Papa. «I campi per i rifugiati non siano campi di concentramento» - Avverire (25/04/2017 - 07:07) letto 1938 volte
Read Bergoglio, i martiri e il voto francese - Riccardo Cristiano (25/04/2017 - 07:05) letto 2044 volte
Read Papa Francesco in Egitto, un logo per la pace - Andrea Gagliarducci (04/04/2017 - 06:25) letto 1842 volte

Tutte le notizie relative a questo argomento
teologiacristiana.png